volare-in-ultraleggero-attimo-che-precede-il-decollo

 

Un preventivo non andato a buon fine

Un giorno ricevo una telefonata da una persona che mi chiede un preventivo per fotografare dall’alto la sua proprietà, così cerco online chi mi può portare in volo. Contatto così un piccolo aeroporto della mia zona per chiedere il costo del noleggio di pilota e elicottero.

L’elicottero

…un’ora di volo € 600,00 + Iva, quando atterro lo devo pagare subito, più il mio lavoro ?!

Volare con un elicottero e fotografare, che esperienza nuova…ci provo!
Ma il preventivo non viene accettato.
Un preventivo, come altri.
Peccato
Non ci penso più.

Qualche giorno dopo chi viene da me?

Circa un mese dopo entra nel mio studio Federico Groppo per chiedermi la stampa di alcuni poster raffiguranti aeroplani prodotti e venduti dalla società per cui lavora.

Gli racconto l’aneddoto del preventivo mancato e gli chiedo se da un aereo è possibile fotografare (l’elicottero può restare fermo in un punto, l’aereo non lo si può fermare per aria).

Risposta?

“se un giorno vieni ti faccio provare”

Non me lo sono fatto dire due volte. Due giorni dopo parto per Mezzana Bigli, luogo dove decollano questi aeroplani.

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Conosco il padre di Federico, Nando, è lui che mi porta per la prima volta in volo su questi piccolo aerei.

Nando, l’ing. Groppo

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Non solo è stato il pioniere dell’ultraleggero in Italia, quando ha iniziato lui erano in DUE, ora sono più di 10.000, è anche l’unico che progetta e produce aeroplani in Lombardia.

Insomma, un tizio con due attributi COSI’, che sa di cosa parla, sa com’è fatto un aereo e che sa come si vola. Nel suo settore è una leggenda, io lo conosco per la prima volta.

Mi si apre un mondo nuovo

Si decolla, si chiacchiera, investo Nando di domande e lui gentilmente asseconda tutte le mie curiosità: velocità, altezza, rischi, limiti, motore, potenza, avventure ecc. ecc.

Le mie prime riprese aeree

Mentre stiamo volando e sto cercando di scattare quelle che saranno le mie prime riprese aeree Nando mi dice:
“Sai, volando ho visto paesaggi meravigliosi, mi sarebbe sempre piaciuto realizzare un libro fotografico, ma non ho mai trovato un fotografo che volesse collaborare con me in questo progetto”

E com’è andata a finire?

Tre anni dopo abbiamo pubblicato “In volo sull’Oltrepò”, a distanza di altri due anni, grazie all’ex sindaco di Sartirana Lomellina Ernesto Prevedoni Gorone, “In volo sulla Lomellina”

Sono ancora disponibili poche copie del libro “In volo Sull’Oltrepò” acquistabili presso il mio studio di Pavia. Il libro “In volo sulla Lomellina” invece non è più disponibile.

Esiste anche la versione ePub scaricabile a questi link: 

In volo sull’Oltrepo’  Per iOS  e per Android

libro-in-volo-sulla-lomellinalibro-in-volo-sull-oltrepo'

 

 

 

Nel dicembre del 2019 ho finito di caricare su questo sito le ultime immagini del progetto: fotografare dall’aereo tutti i 190 Comuni che fanno parte della provincia di Pavia.

Ho fotografato tutti i Comuni e molte frazioni, il paesaggio in tutte e 4 le stagioni in 8 o forse 9 anni…ho fino perso il conto.

Con che macchine abbiamo volato?

Due aerei, uno con le ali alte e uno con le ali basse.

aereo-ultraleggero-groppo

Ali alte: rimuovendo la portiera avevo tutto il panorama ai miei piedi ma si poteva usare solo nelle stagioni calde e miti. Cosa che ho scoperto a mie spese la vota che abbiamo provato a volare con questo aereo dopo una nevicata.

Perché volare con la neve è complicato. Se è poca non ha senso fotografare, se è tanta non si riesce a decollare, l’aereo non prende abbastanza velocità perché frenato dalla neve.

Arriva comunque il giorno giusto, tanta neve da dare un senso alle immagini ma non così tanta da ostacolare il decollo. Si parte…ma ho resistito appena 20 minuti poi ho chiesto di tornare indietro. E si che sono uno che va in moto, di acqua e di freddo ne ho preso da vendere.

Nonostante i guanti avevo le dita gelate e perso sensibilità alle mani, non riuscivo a fotografare. Perché su un aereo, senza portiera, con le turbolenze d’aria che entrano e il rischio che la fotocamera ti scivoli dalle mani, benché appesa al collo, devi comunque avere una buona presa, cosa che i guanti molto imbottiti impediscono.

Risolviamo il problema utilizzando una seconda macchina, quella con le ali basse. Si resta completamente al coperto avvolti in una cupola di policarbonato, ma per fotografare bisogna farlo in virata.

Fotografare in virata

vista-interna-aereo-ultraleggero-durante-il-volo E no, non è una foto in virata

Per fotografare con questo aereo ad ali basse dovevo aspettare la virata sull’obiettivo, in posizione verticale. Non so quanti G sono stati raggiunti, so che la compressione era così potente che sentivo lo stomaco avvicinarsi ai piedi.

Con il tempo ci si abitua, ma all’inizio…

Un lavoro lunghissimo come lungo è stato il lavoro di geolocalizzazione delle immagini.

Geolocalizzare le immagini

Negli ultimi anni ho potuto registrare i dati gps direttamente dalla fotocamera, informazioni utili in post produzione. Anche se quel punto non sempre corrispondeva al Comune fotografato avevo almeno un punto di riferimento estremamente utile da cui partire.

All’inizio invece trascorrevo le mie serate a confrontare le immagini con Google Maps perché non avevo sistemi per la registrazione dei dati GPS.

Google Maps e le mie prime tracce di volo

Ricordando più o meno la rotta guardavo l’immagine, le forme, gli incroci, le case e confrontavo Maps, trovato lo stesso incrocio, casa, forma, trovavo il paese fotografato. Un lavoro immenso.

In totale ho realizzato più di 11300 fotografie aeree della provincia di Pavia

Una bella, splendida avventura: mostre, presentazioni, lavori su commissione per fotografare altri luoghi, altre attività.

In questo modo mi sono costruito una lunga esperienza e sono diventato un fotografo specializzato nelle riprese aeree da aeroplano, che costa meno di un elicottero ma non sta mai fermo!

Arriva il drone

E poi arriva il drone…Comodo, pratico, trova senza problemi spazio nel mio corredo. Realizzo delle splendide riprese con drone, sia foto che video, ma volare e fotografare da un aereo è centomila volte più bello che far volare la fotocamera restando a terra.

In qualsiasi caso si va avanti: riprese aeree con drone o con aereo, quello che serve si usa. Il risultato è più importante dello strumento.

riprese-aeree-con-drone

Ti consiglio questa esperienza, volare ne vale veramente la pena e se contatti Groppo a cifre abbordabili riesci a volare per un’ora provando un’esperienza che ricorderai tutta la vita.

Da questo progetto ne sta nascendo un altro “volando con un puzzle”, ma questa è un’altra storia…

Tutto il mio lavoro a tua disposizione.

 

prima-posizione-su-google

 

Come sfruttare la pagina di Google Mybusiness per apparire in prima pagina

Il sogno di tutti: apparire in prima pagina su Google.
Eppure molti di noi ci sono già, alcuni neanche lo sanno.

 

Due dati certi

1) la ricerca da dispositivi mobili (smartphone) ha superato quella da computer fisso o portatile.
2) apparire su Google in prima posizione, o almeno in prima pagina con il proprio sito web, è difficilissimo.

La ricerca da smartphone ha dato la possibilità di poter effettuare ricerche ovunque, anche per strada e per esigenze immediate

Ho bisogno di un prodotto o di un servizio subito, dove vado?

 

Come risponde il motore di ricerca

Se provi ad effettuare una ricerca utilizzando quindi un termine generico, (es. ferramenta, ristorante, farmacia ecc.) Google, che sa dove ti trovi, prima di proporti i siti web che rispondono al termine di ricerca utilizzato, ti propone la mappa della zona dove ti trovi con tutte le attività che possono offrirti quello che stai cercando.

L’ordine è questo:
le prime voci sono gli annunci a pagamento, se non paghi non ci sei,
dopo vedi la mappa della zona,
dopo i siti web che si sono posizionati bene…e se non paghi qualcuno che sa come si fa (si chiama SEO questa specializzazione molto utile) non ci sei.

Escludendo gli annunci a pagamento che sono sempre pochi, mi soffermo sulle mappe, che sono tra l’altro usate dal 44% delle persone che stanno cercando un prodotto o servizio (fonte Google Street View)

 

Di cosa ti occupi?

Ecco, qualsiasi sia la tua attività, sulla mappa ci sei tu insieme ai tuoi concorrenti.

Le attività sono visibili tramite dei segnaposti rossi:
ogni puntino è un’attività, la tua e quella dei tuoi concorrenti.

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Toccando ogni puntino appaiono informazioni sulle attività presenti, compreso la tua.

Su questa pagina, che può essere tua gratuitamente (si chiama Google MyBusiness, ti viene offerta da Google gratis, se non l’hai ancora fatto fallo subito, rivendicala), puoi curare tutte le info che ti riguardano: chi sei e cosa fai, farti chiamare, condurli al tuo negozio, gestire le recensioni, pubblicare foto video e tour virtuali.

L’opzione “chiama” viene mostrata quando si effettua la ricerca da smartphone

 

google-mybusiness-informazioni-attività

 

L’importanza dei contenuti

 

Le foto si scrollano (si fa scorrere il dito sullo schermo per passare da un’immagine all’altra), se sono accattivanti, belle da vedere, guadagni qualche secondo prezioso in più.

Il video si osserva, non si fa nulla. Se dinamico e non noioso attiri attenzione.

Con il tour si interagisce (ti soffermi sulle immagini che ti interessano, le giri da una parte all’altra, vedi gli ambienti a 360°, ti muovi da una panoramica all’altra dello stesso posto) attiri molto l’attenzione e guadagni tempo prezioso.

Tra le tre soluzioni: foto, video, tour virtuale 360° quale ti consente di poter vedere bene un luogo per il tempo che vuoi e di poter decidere in che direzione muoverti?

Tieni presente che il tour, come le foto e il video, ha bisogno di essere realizzato con un minimo di criterio (dalle mie parti si dice cünision= con giudizio)

Perché potresti ritrovarti una schifezza come questa

pessimo-tour-virtuale

 

Oppure un tour completamente diverso, come questo.

un-bel-tour-virtuale

 

Il primo tour con 50.00 euro magari te la cavi, è poco ma resta un furto visto la qualità e l’inutile ritorno che hai da un tour fatto così, in pratica soldi buttati.

Con la seconda ipotesi, che è un tour che ho realizzato per due appartamenti in affitto breve di Pavia, hai tutta un’altra immagine, non credi?!

Di solito si parla di cifre tra i 400/800 Euro, si superano i 1000 Euro per tour di attività molto estese, sono importi ridotti visto il ritorno, la durata di permanenza in rete e i costi per qualsiasi altro tipo di pubblicità.

Si! perché è un costo che si sostiene una volta e basta, non ci sono costi di rinnovo annuali, in pratica resterà online per il tempo che deciderai tu.

Ti serve migliorare la tua visibilità online? Vuoi sfruttare l’enorme potenziale di Google Maps e differenziarti dalla tua concorrenza?

Contattami

 

fotografo-google-stree-view-certificato

 

“che peccato, meritava davvero molto di più”

budget limitato

 

Lo dico subito, come premessa, per evitare spiacevoli equivoci. Lo scopo della riflessione contenuta in questo articolo non è quello di tentare di screditare il lavoro dei colleghi per autocelebrare la mia professionalità.

Ma non posso più esimermi dal commentare l’uso improprio che ormai troppo spesso si fa dell’immagine fotografica, sia da parte di chi la crea, sia da parte di chi la usa.

 

Partiamo da un’evidenza inattaccabile.

Una fotografia non è un’immagine e basta. Una fotografia è il racconto della storia del soggetto in essa contenuto. E se il soggetto della fotografia è un immobile in vendita, quello che si racconta di lui deve corrispondere al vero per non ridurre il valore percepito dell’immobile stesso.

Certo, è ovvio, si tenterà di metterne in risalto i suoi punti di forza, le sue caratteristiche più emblematiche, sottolinearne i pregi, e magari ridurre i suoi difetti, come fa una donna che usa un velo di trucco sul viso prima di uscire.

Il fotografo può aspettare il momento migliore per rappresentare l’immobile in fotografia, perchè la luce che lo avvolge e che lo accarezza cambia, anche se l’immobile ovviamente non si sposta. E questo influisce sul risultato. In modo determinante.

Lo spunto per questa riflessione mi è venuto osservando le fotografie dell’immobile che vi mostro qui sotto. Ovviamente, per correttezza, non cito ne il fotografo ne l’agenzia che ne cura la vendita.

Come potete capire da soli non sto parlando di un immobile qualsiasi, ma di un’unità davvero particolare, e non solo per il suo valore strettamente economico.

Appena le ho viste mi sono detto: <<che peccato, meritava davvero molto di più>>.

Quelle che abbiamo sotto gli occhi sono una serie di rappresentazioni tutte uguali, create con inquadrature che differiscono solo di pochi metri le une dalle altre, e con toni caldi saturati più di quanto era necessario.

Accanto ad altre foto scattate sicuramente da un drone, con una qualità ottica e cromatica che le rende completamente diverse dalle prime scattate da terra.

Condividete il mio pensiero quando dico che le caratteristiche e il valore di questo immobile meritano un maggiore impegno nello sviluppo del progetto fotografico e probabilmente un budget più elevato per raccontarlo adeguatamente?

Oltre a questa, altre domande mi sono venute spontanee.

Manca forse una cultura diffusa in grado di riconoscere il reale valore del racconto attraverso l’opera fotografica, che si trasforma in un altrettanto maggior valore per l’immobile?

E di conseguenza quello che manca è anche una valutazione realistica del budget da destinare ad un progetto fotografico professionale per ottenere maggiori e più proficue opportunità di vendita?

E la differenza che fa la professionalità del fotografo è riconosciuta e valorizzata, oppure si preferisce la bassa competenza assegnando al servizio fotografico un budget limitato a vantaggio di un presunto risparmio che è solo immediato, e in ogni caso sempre apparente?

Il mio sospetto, che con il passare del tempo si sta trasformando in una certezza, è che sono proprio i budget sempre più esigui a produrre risultati che oggettivamente sono da considerarsi scadenti.

Ma alla fine chi ci perde da questa dinamica non è tanto il professionista serio, che sa come valorizzare un immobile, ma il cliente che avrà un prodotto che sarà ovviamente di minore efficacia comunicativa.

Vi suggerisco di ragionare sul fatto che chi decide di mettersi in contatto con voi perchè interessato a visionare un immobile che ad esempio ha visto sul sito Internet della vostra agenzia, lo fa perchè è colpito da quello che gli mostrate.

Il fotografo non vende scatti fotografici allo stesso modo con cui il salumiere vende fette di salumi. Il suo valore è la sua conoscenza tecnica, la sua sensibilità, la sua capacità di assorbire, sentire e interpretare la realtà che ha davanti all’obiettivo per riprodurla fedelmente in un’opera fotografica.

E l’empatia che lo porta a immedesimarsi con le esigenze dei clienti, le agenzie che gli commissionano il lavoro, ma anche con i compratori potenziali degli immobili, che alla fine sono anche loro suoi clienti.

 

Stay Here”, su Netflix. Un “Viaggio”, tra “Design” ed “Esperienza”, con l’obiettivo del “Profitto”

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La settimana scorsa, in un momento di relax serale, mi sono imbattuto in una serie sulla popolare piattaforma Netflix.

La serie si chiama Stay Here e i due protagonisti, la designer Genevieve Gorder e l’esperto immobiliare Peter Lorimer, mostrano ai proprietari di immobili come ottenere la massima redditività dagli affitti, nel breve termine.

La logica alla base della trama di questi racconti è apparentemente semplice e si focalizza su quattro aspetti legati intimamente tra loro: Viaggio, Design, Esperienza e Profitto.

Il viaggio è l’obiettivo del turista, che decide di muoversi, mentre il massimo profitto è il naturale risultato atteso di chi offre un alloggio. Sia il turista che i proprietari (spesso host Airbnb) prestano attenzione agli altri due aspetti: il design e l’esperienza.

Che poi non sono altro che gli elementi che generano la loro soddisfazione, perché in grado di massimizzare il valore del soggiorno del turista e massimizzare il profitto per i proprietari.

L’aspetto interessante, sottolineato da questa serie, è che i due protagonisti considerano gli interventi da fare sugli immobili come un investimento, non come un costo. E come tutto sia centrato all’ottenimento dell’obiettivo principale: il massimo profitto per il proprietario.

L’esperienza

Detto questo vorrei soffermarmi su un aspetto in particolare: lesperienza. Intesa come esperienza del cliente, come venga data la massima importanza in Stay Here (TRAILER) e come questa viene gestita da host Airbnb e da chi propone immobili di pregio in affitto.

Questi soggetti mostrano spesso una grande attenzione nell’investire per creare un’esperienza di alto livello all’interno della struttura, investendo anche ingenti somme nello sviluppo di scenari di design, ambientazioni sofisticate curate anche nei minimi dettagli da professionisti per stupire il cliente dal momento stesso in cui attraversa la porta d’ingresso.

L’attenzione nella cura nel design dell’esperienza esterna, ovvero nella preparazione di spunti, suggestioni, suggerimenti e itinerari è in grado di avvicinare i turisti al territorio, permettendo loro di viverlo dai diversi punti di vista sulla base del loro specifico profilo. Ad esempio culturale, gastronomico, sportivo o di contatto con la natura.

Perché non è difficile rendersi conto che il valore dell’esperienza vissuta dai turisti durante i loro viaggi o vacanze dipende sia dall’esperienza che fanno all’interno della vostra struttura, ma anche da quella che vivono sul territorio, in un continuum senza soluzione di continuità.

E mi spingo addirittura più in là. L’esperienza che i turisti fanno sul territorio è in grado di accrescere o sminuire l’esperienza vissuta nella struttura indipendentemente da quanto questa è sofisticata e accattivante. Quindi vale la pena prestarci molta attenzione.

Un limite autoimposto

Conosco pochissime strutture che si preoccupano davvero di questo aspetto, perché i proprietari partono dall’erronea convinzione che la promozione del territorio debba essere delegata all’ente pubblico preposto (generalmente l’APT di turno) limitandosi a distribuire ai clienti mappe e cartine, senza però essere in grado di coinvolgerli, emozionarli, incuriosirli o, anche più semplicemente, di informarli su cosa possono fare.

Non fate come fanno molti dei vostri colleghi. Imparate a considerare attentamente i gusti dei clienti che ospitate, le loro specifiche aspettative e motivazioni. E, partendo da queste evidenze, investite per costruire voi stessi le loro esperienze sul vostro territorio focalizzandovi sul concetto di tematizzazione. Ve ne saranno grati, e vi riconosceranno il valore del servizio che gli state offrendo.

Lo so che state pensando che ho un interesse diretto a dirvi queste cose perché vi offro proprio gli strumenti tecnologici e i contenuti in grado di disegnare l’esperienza del cliente sul vostro territorio e che da questo ottengo un profitto. Ma vi ricordo che il mio profitto è una diretta conseguenza del vostro profitto. Il vostro obiettivo. Che condividiamo.

Voi conoscete il territorio

Vivete e lavorate in un determinato territorio, e per questo lo conoscete sicuramente nel dettaglio. Non sprecate questa opportunità. Soprattutto se siete host Airbnb, ricordatevi che i vostri ospiti si aspettano di vivere esperienze “like a local”, e dovete adoperarvi attivamente per fargliele trovare.

Staccate per un attimo dalla vostra routine lavorativa e pensate bene a chi sono i vostri clienti e a cosa vorrebbero fare durante la permanenza nella vostra località. Partendo da qui, ragionate sui punti di forza della vostra destinazione, ovvero agli elementi che possono attrarre agli specifici segmenti di domanda, e poi riuniteli in percorsi a tema, includendo soprattutto i luoghi più inediti e meno conosciuti. Per alcuni spunti www.turismo.beniculturali.it

Per ultimo, ma non meno importante, analizzate le diverse opportunità che la tecnologia mette a disposizione per ottimizzare la fruizione dei contenuti che avete definito. Potete così creare un vero e proprio prodotto turistico, non soltanto una semplice guida turistica virtuale, comunque sempre meglio di un arido depliant.

Esistono soluzioni già pronte all’uso che potete suggerire, come questa di Milano VisitMilano, o questa Smart TUSCIA della provincia di Viterbo, ma in entrambe non avete nessun controllo dei contenuti e nessuna informazione che rimandi a voi, perdendo il vantaggio di far percepire i contenuti come un servizio offerto da voi.

Se non sapete da che parte iniziare ed avete bisogno di una mano, sono qui a vostra disposizione.

Opere d’arte fotografiche per arredo hotel

Ti faccio subito una domanda. Hai mai soggiornato in un albergo nel quale le stanze e gli spazi comuni avevano le pareti spoglie? O sulle quali erano appese delle stampe qualsiasi visibilmente datate? Magari dei quadri che sembravano messi lì per caso, giusto per riempire? Che sensazione hai avuto?

Immagino che tu abbia percepito l’ambiente come trascurato, anonimo, privo di personalizzazione, e che questa sensazione abbia influenzato in negativo la qualità della tua esperienza nella struttura.

De resto è la stessa sensazione che purtroppo possono provare i tuoi clienti se gli ambienti pubblici o privati del tuo albergo assomigliano a quelli appena descritti. Aspetto molto importante soprattutto per i turisti moderni, sempre più esigenti e alla ricerca di esperienze forti, indimenticabili.

 

Sostituisci le vecchie stampe

Con opere d’arte fotografiche che comunicano in modo innovativo e creativo le caratteristiche emblematiche del territorio dove si trova il tuo albergo

La soluzione che ti propongo è quella di usare fotografie di qualità, stampe arredo studiate attentamente nel soggetto, nel formato, nel posizionamento nello spazio e nel supporto per migliorare l’interior design della tua struttura e l’esperienza dei tuoi clienti.

 

I vantaggi

Delle vere e proprio “opere d’arte fotografiche”, che si integrano in modo armonico con l’arredamento dei tuoi ambienti, valorizzandoli e diventandone parte integrante.

Opere d’arte fotografiche che rappresentano gli elementi del territorio nei quali l’albergo è inserito, e che lo sappiano raccontare in modo emozionante, aiutandoti ad abbattere le barriere tra il “dentro” e il “fuori”, creando così uno spazio percepito dai clienti come unico, che si trasformano in spunti per i luoghi da visitare.

Queste immagini si possono utilizzare anche per attivare messaggi con la realtà aumentata, come guidarli sul posto, ma di questo ne parlerò un altra volta.

Perché il bello attira, comunica qualità, aggiunge valore, migliora l’esperienza turistica, posiziona il brand, mentre l’insignificante passa inosservato.

Ne ho parlato anche in questo articolo: viaggio design esperienza profitto tratto da un programma su Netflix (La serie si chiama Stay Here), serie che tutte le persone inserite nell’ospitalità dovrebbero vedere.

La serie focalizza gli obiettivi su 4 punti, 2 sono le condizioni principali, direi fondamentali: migliorare il design e far vivere l’esperienza. Senza questi due è difficile soddisfare gli altri due punti, il viaggio è il motivo per cui le persone scelgono dove soggiornare, il profitto è il tuo obiettivo.

 

Turismo esperenziale

L’argomento sta trovando sempre più spazio anche su questo sito web: Progettoartes sul turismo esperenziale.

Il turismo esperenziale è anche oggetto di un’importante fiera che si tiene a Venezia, il Bitest.

Offrire un supporto che va oltre i servizi interni alla struttura è la sfida per recuperare terreno, differenziarsi, attirare clienti e fidelizzarli.

 

Backstage del progetto “Milano” in hotel

Immagini usate per allestire gli spazi comuni di un importante centro congressi di Assago: NH Milano Congress Centre

Concludendo

Il mio lavoro è simile a quello di un sarto. Uno la mia conoscenza, la mia sensibilità artistica e gli strumenti più adatti per confezionarti un progetto fotografico su misura finalizzato alla realizzazione di stampe arredo ad un prezzo giusto per entrambi.

Mettiti in contatto con me.

Puoi scrivermi una e-mail, chiamarmi, oppure usare questo modulo di contatto.

info@flaviochiesa.it

Cell.:+39 392 0692326

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Una tecnica antica quasi quanto la fotografia stessa, la fotografia stereoscopica. 

Se hai più o meno la mia età ti ricorderai di questi visori, il loro fantastico effetto 3D da bambino sembrava ancora più fantastico.

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La realtà virtuale e l’arrivo dei visori VR hanno riattivato questi ricordi.

Così mi sono domandato come poter creare una serie di fotografie d’interni con l’effetto 3D da guardare con un visore come il Google Cardboard.

MA HA SENSO OGGI UTILIZZARE UNA FOTO STEREOSCOPICA? 

 

Fotografia-stereoscopica-3d-museo-tecnica-elettrica

Non ho ancora trovato una risposta, perché se da un lato siamo sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, dall’altro questo qualcosa di nuovo dovrebbe avere uno scopo ma soprattutto un metodo per poter essere utilizzato.

Perché se anche l’effetto tridimensionale generato da queste immagini è notevole (il contenuto), bisogna trovare il modo di renderle fruibili (il contenitore)

In sostanza un contenitore pratico, un utilizzo coinvolgente, un mercato disposto ad usarlo e di conseguenza a pagarlo.

Ad oggi non credo esista un App (le cose si evolvono così rapidamente che spero di essere smentito presto) che ne consenta un uso pratico, certo, nel video che vedi più vanti sono riuscito a usarne una, e ti assicuro che l’effetto è molto WOW, ma se un utente deve smanettare così tanto come ho fatto io secondo me rinuncia.

Qualsiasi soluzione per avere una buona diffusione dovrebbe essere progettata a prova di stordito. Sarebbe più giusto chiamarla intuitiva, ma dev’essere un termine poco comprensibile a chi progetta alcune applicazioni, che spesso di intuitivo hanno ben poco.

Devo dire che in questo caso l’applicazione è stata progettata per accoppiare immagini create dallo smartphone, e anche se non è proprio semplice da usare, non è nata per gestire contenuti creati in un altro modo come ho fatto io utilizzando la mia Canon.

Se ti domandi come mai ho voluto usare le foto create dalla mia reflex e non scattare direttamente con lo smarphone la risposta è presto data, per un discorso di qualità dell’immagine.

 

Cosa intendo per qualità dell’immagine

Sono molti gli aspetti da tenere in considerazione che contribuiscono a rendere una fotografia una bella fotografia.

Sintetizzando posso dire che la costruzione di un’immagine parte da diverse valutazioni, che in sostanza sono un mix tra il pensare alla sua costruzione e la tecnica necessaria per crearla:

  • Utilizzo (chi le deve usare: pensiero)
  • stile (lo stile del fotografo in linea con chi le utilizza: pensiero)
  • messaggio (con chi vogliamo comunicare: pensiero)
  • risoluzione (su che dispositivi vengono visualizzate: tecnica)
  • strumenti (cosa uso per crearle: tecnica)
  • post produzione (il frullatore…dove tutti i passaggi precedenti prendono forma: tecnica)

Bisogna tenere presente che nella fotografia stereoscopica le immagini si guardano ad una distanza estremamente ravvicinata, la risoluzione ha quindi la sua importanza. I file che ho realizzato io con la mia reflex le ho accoppiate con Photoshop ad una risoluzione nativa di 10900×3600 pxl.

Le foto che vedi in questa gallery fanno parte di un test realizzato al Museo della Tecnica Elettrica di Pavia, le ho salvate sul mio smartphone una risoluzione ridotta 4320×1440 pxl per non occupare troppo spazio, ma ad una risoluzione sufficiente per il suo utilizzo. 

 

La base di supporto alle riprese

Per realizzare questo test ho costruito una base artigianale che mi consente uno spostamento considerevole tra i due punti di vista.

 La distanza minima è di 6 cm, pari alla distanza che separa i nostri occhi, ma la distanza tra uno scatto e l’altro aumenta in proporzione alla nostra distanza dal soggetto.

Come si crea l’effetto 3D

Quando usiamo un’applicazione che ci consente di vedere contenuti in formato VR, videogiochi a parte, non stiamo vedendo un contenuto in 3D ma solo lo stesso sdoppiato.

Quando guardiamo una fotografia stereoscopica non stiamo vedendo lo stesso contenuto sdoppiato ma due diversi realizzati a distanze diverse. Durante la visualizzazione un occhio vede un’ immagine e l’altro un altra generando un effetto 3D reale.

 

App per smartphone

I test sullo smartphone li ho realizzati utilizzando 3DSteroid un’applicazione Pro a pagamento, ma è disponibile anche una versione gratuita con cui è possibile vedere i contenuti, ma non effettuare alcuni interventi di post produzione.

Il video che vedrai ne spiega l’utilizzo ed ha, nella parte finale, alcune immagini stereoscopiche che possono essere viste con un visore VR.

3DSteroid per Android
I3Dsteroid free per IOS

 

Il futuro

In teoria una delle possibili soluzioni è la creazione di gallerie fotografiche 3D da pubblicare all’interno di tour virtuali 360° visionabili anche in modalità immersiva VR

Nelle prossime immagini puoi vedere due screenshot presi da un tour virtuale che ho realizzato per la Moto Morini.

Il portale su cui ho pubblicato il tour virtuale 360 consente la visualizzazione del tour in due modi.

Nella prima opzione l’utente usa il dito per ruotare le panoramiche e toccare le frecce per spostarsi da un punto all’altro.

Nella seconda opzione l’utente indossa una maschera, come per esempio il cardboard che ti ho mostrato prima, e si sposta all’interno del tour sovrapponendo una piccola x posizionata al centro dello schermo alle frecce di navigazione.

In questi tour sono presenti dei punti d’informazione, in questi punti si potrebbe mostrare una galleria fotografica creata con fotografie stereoscopiche…manca un solo passaggio.

Chi gestisce questi portali dovrebbe apportare delle modifiche, che ho già chiesto, ma che per ora non sono ancora state apportate.

 

tour-virtuale-360-in-modalità-VR

Vuoi lavorare ad un progetto specifico che prevede l’utilizzo di fotografie stereoscopiche 3D?

Mettiti in contatto con me così ne parliamo

Se poi ti servissero Cardboard anonimi o personalizzati, in stampa digitale o in stampa offset, posso fornirti diversi modelli da 10 a 100.000 pezzi, chiedimi in preventivo.

 

 

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