Viaggio design esperienza profitto

Flavio Chiesa blog

Stay Here”, su Netflix. Un “Viaggio”, tra “Design” ed “Esperienza”, con l’obiettivo del “Profitto”

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La settimana scorsa, in un momento di relax serale, mi sono imbattuto in una serie sulla popolare piattaforma Netflix.

La serie si chiama Stay Here e i due protagonisti, la designer Genevieve Gorder e l’esperto immobiliare Peter Lorimer, mostrano ai proprietari di immobili come ottenere la massima redditività dagli affitti, nel breve termine.

La logica alla base della trama di questi racconti è apparentemente semplice e si focalizza su quattro aspetti legati intimamente tra loro: Viaggio, Design, Esperienza e Profitto.

Il viaggio è l’obiettivo del turista, che decide di muoversi, mentre il massimo profitto è il naturale risultato atteso di chi offre un alloggio. Sia il turista che i proprietari (spesso host Airbnb) prestano attenzione agli altri due aspetti: il design e l’esperienza.

Che poi non sono altro che gli elementi che generano la loro soddisfazione, perché in grado di massimizzare il valore del soggiorno del turista e massimizzare il profitto per i proprietari.

L’aspetto interessante, sottolineato da questa serie, è che i due protagonisti considerano gli interventi da fare sugli immobili come un investimento, non come un costo. E come tutto sia centrato all’ottenimento dell’obiettivo principale: il massimo profitto per il proprietario.

L’esperienza

Detto questo vorrei soffermarmi su un aspetto in particolare: lesperienza. Intesa come esperienza del cliente, come venga data la massima importanza in Stay Here (TRAILER) e come questa viene gestita dagli alberghi, sia indipendenti che di catena, da host Airbnb e da chi propone immobili di pregio in affitto.

Questi soggetti mostrano spesso una grande attenzione nell’investire per creare un’esperienza di alto livello all’interno della struttura, investendo anche ingenti somme nello sviluppo di scenari di design, ambientazioni sofisticate curate anche nei minimi dettagli da professionisti per stupire il cliente dal momento stesso in cui attraversa la porta d’ingresso.

Ma allo stesso tempo rilevo purtroppo una grande mancanza di attenzione nella cura nel design dell’esperienza esterna, ovvero nella preparazione di spunti, suggestioni, suggerimenti e itinerari in grado di avvicinare i turisti al territorio, permettendo loro di viverlo dai diversi punti di vista sulla base del loro specifico profilo. Ad esempio culturale, gastronomico, sportivo o di contatto con la natura.

Perché non è difficile rendersi conto che il valore dell’esperienza vissuta dai turisti durante i loro viaggi o vacanze dipende sia dall’esperienza che fanno all’interno della vostra struttura, ma anche da quella che vivono sul territorio, in un continuum senza soluzione di continuità.

E mi spingo addirittura più in là. L’esperienza che i turisti fanno sul territorio è in grado di accrescere o sminuire l’esperienza vissuta nella struttura indipendentemente da quanto questa è sofisticata e accattivante. Quindi vale la pena prestarci molta attenzione.

Un limite autoimposto

Conosco pochissime strutture che si preoccupano davvero di questo aspetto, perché i proprietari partono dall’erronea convinzione che la promozione del territorio debba essere delegata all’ente pubblico preposto (generalmente l’APT di turno) limitandosi a distribuire ai clienti mappe e cartine, senza però essere in grado di coinvolgerli, emozionarli, incuriosirli o, anche più semplicemente, di informarli su cosa possono fare.

Non fate come fanno molti dei vostri colleghi. Imparate a considerare attentamente i gusti dei clienti che ospitate, le loro specifiche aspettative e motivazioni. E, partendo da queste evidenze, investite per costruire voi stessi le loro esperienze sul vostro territorio focalizzandovi sul concetto di tematizzazione. Ve ne saranno grati, e vi riconosceranno il valore del servizio che gli state offrendo.

Lo so che state pensando che ho un interesse diretto a dirvi queste cose perché vi offro proprio gli strumenti tecnologici e i contenuti in grado di disegnare l’esperienza del cliente sul vostro territorio e che da questo ottengo un profitto. Ma vi ricordo che il mio profitto è una diretta conseguenza del vostro profitto. Il vostro obiettivo. Che condividiamo.

Voi conoscete il territorio

Vivete e lavorate in un determinato territorio, e per questo lo conoscete sicuramente nel dettaglio. Non sprecate questa opportunità. Soprattutto se siete host Airbnb, ricordatevi che i vostri ospiti si aspettano di vivere esperienze “like a local”, e dovete adoperarvi attivamente per fargliele trovare.

Staccate per un attimo dalla vostra routine lavorativa e pensate bene a chi sono i vostri clienti e a cosa vorrebbero fare durante la permanenza nella vostra località. Partendo da qui, ragionate sui punti di forza della vostra destinazione, ovvero agli elementi che possono attrarre agli specifici segmenti di domanda, e poi riuniteli in percorsi a tema, includendo soprattutto i luoghi più inediti e meno conosciuti. Per alcuni spunti www.turismo.beniculturali.it

Per ultimo, ma non meno importante, analizzate le diverse opportunità che la tecnologia mette a disposizione per ottimizzare la fruizione dei contenuti che avete definito. Potete così creare un vero e proprio prodotto turistico, non soltanto una semplice guida turistica virtuale, comunque sempre meglio di un arido depliant.

Esistono soluzioni già pronte all’uso che potete suggerire, come questa di Milano VisitMilano, o questa Smart TUSCIA della provincia di Viterbo, ma in entrambe non avete nessun controllo dei contenuti e nessuna informazione che rimandi a voi, perdendo il vantaggio di far percepire i contenuti come un servizio offerto da voi.

Se non sapete da che parte iniziare ed avete bisogno di una mano, sono qui a vostra disposizione.