Il budget limitato ed il risparmio presunto

Flavio Chiesa blog

“che peccato, meritava davvero molto di più”

 

Lo dico subito, come premessa, per evitare spiacevoli equivoci. Lo scopo della riflessione contenuta in questo articolo non è quello di tentare di screditare il lavoro dei colleghi per autocelebrare la mia professionalità.

Ma non posso più esimermi dal commentare l’uso improprio che ormai troppo spesso si fa dell’immagine fotografica, sia da parte di chi la crea, sia da parte di chi la usa.

Partiamo da un’evidenza inattaccabile.

Una fotografia non è un’immagine e basta. Una fotografia è il racconto della storia del soggetto in essa contenuto. E se il soggetto della fotografia è un immobile in vendita, quello che si racconta di lui deve corrispondere al vero per non ridurre il valore percepito dell’immobile stesso.

Certo, è ovvio, si tenterà di metterne in risalto i suoi punti di forza, le sue caratteristiche più emblematiche, sottolinearne i pregi, e magari ridurre i suoi difetti, come fa una donna che usa un velo di trucco sul viso prima di uscire.

Il fotografo può aspettare il momento migliore per rappresentare l’immobile in fotografia, perchè la luce che lo avvolge e che lo accarezza cambia, anche se l’immobile ovviamente non si sposta. E questo influisce sul risultato. In modo determinante.

Lo spunto per questa riflessione mi è venuto osservando le fotografie dell’immobile che vi mostro qui sotto. Ovviamente, per correttezza, non cito ne il fotografo ne l’agenzia che ne cura la vendita.

Come potete capire da soli non sto parlando di un immobile qualsiasi, ma di un’unità davvero particolare, e non solo per il suo valore strettamente economico.

budget limitato

 

Appena le ho viste mi sono detto: <<che peccato, meritava davvero molto di più>>.

Quelle che abbiamo sotto gli occhi sono una serie di rappresentazioni tutte uguali, create con inquadrature che differiscono solo di pochi metri le une dalle altre, e con toni caldi saturati più di quanto era necessario.

Accanto ad altre foto scattate sicuramente da un drone, con una qualità ottica e cromatica che le rende completamente diverse dalle prime scattate da terra.

Condividete il mio pensiero quando dico che le caratteristiche e il valore di questo immobile meritano un maggiore impegno nello sviluppo del progetto fotografico e probabilmente un budget più elevato per raccontarlo adeguatamente?

 

Oltre a questa, altre domande mi sono venute spontanee.

Manca forse una cultura diffusa in grado di riconoscere il reale valore del racconto attraverso l’opera fotografica, che si trasforma in un altrettanto maggior valore per l’immobile?

E di conseguenza quello che manca è anche una valutazione realistica del budget da destinare ad un progetto fotografico professionale per ottenere maggiori e più proficue opportunità di vendita?

E la differenza che fa la professionalità del fotografo è riconosciuta e valorizzata, oppure si preferisce la bassa competenza assegnando al servizio fotografico un budget limitato a vantaggio di un presunto risparmio che è solo immediato, e in ogni caso sempre apparente?

Il mio sospetto, che con il passare del tempo si sta trasformando in una certezza, è che sono proprio i budget sempre più esigui a produrre risultati che oggettivamente sono da considerarsi scadenti.

Ma alla fine chi ci perde da questa dinamica non è tanto il professionista serio, che sa come valorizzare un immobile, ma il cliente che avrà un prodotto che sarà ovviamente di minore efficacia comunicativa.

Vi suggerisco di ragionare sul fatto che chi decide di mettersi in contatto con voi perchè interessato a visionare un immobile che ad esempio ha visto sul sito Internet della vostra agenzia, lo fa perchè è colpito da quello che gli mostrate.

Il fotografo non vende scatti fotografici allo stesso modo con cui il salumiere vende fette di salumi. Il suo valore è la sua conoscenza tecnica, la sua sensibilità, la sua capacità di assorbire, sentire e interpretare la realtà che ha davanti all’obiettivo per riprodurla fedelmente in un’opera fotografica.

E l’empatia che lo porta a immedesimarsi con le esigenze dei clienti, le agenzie che gli commissionano il lavoro, ma anche con i compratori potenziali degli immobili, che alla fine sono anche loro suoi clienti.