Fotografia e produzione tattile per musei e istituzioni culturali
Documentare, valorizzare, rendere accessibile. Tre modi diversi di mettere la fotografia al servizio della cultura.
Documentare, valorizzare, rendere accessibile. Tre modi diversi di mettere la fotografia al servizio della cultura.
Realizzo servizi fotografici per biblioteche, musei e istituzioni accademiche. Per la Biblioteca dell’Università di Pavia ho fotografato pubblicazioni e fondi bibliografici, immagini poi utilizzate per la realizzazione di cataloghi in occasione delle mostre organizzate dalla biblioteca.
Dalla documentazione di archivio alla fotografia per cataloghi, mostre e comunicazione istituzionale.
Riproduzioni tattili e bassorilievi in rilievo per percorsi tattili museali, accessibilità di mostre fotografiche e collezioni pittoriche per visitatori non vedenti e ipovedenti.
L’idea nasce dalla fotografia, non dalla pittura. Ho iniziato a trasformare le mie fotografie in bassorilievi — immagini che le mani possono esplorare come oggetti autonomi, con un proprio linguaggio. Non una traduzione di qualcosa di visivo, ma un oggetto culturale nuovo.
Da lì il passo verso le opere pittoriche è stato naturale. Ho prodotto bassorilievi tattili in resina a partire da opere come la Deposizione di Caravaggio, e li ho portati al Museo Tattile Statale Omero di Ancona per un confronto diretto. Il presidente del museo, non vedente, ha esplorato personalmente i prototipi fornendo indicazioni preziose sull’efficacia tattile dei rilievi.
Il confronto ha aperto una prospettiva concreta: nella Mole Vanvitelliana, dove ha sede il museo, vengono regolarmente ospitate mostre fotografiche di autori. Il direttore ha espresso interesse a portare all’interno degli spazi del museo, in concomitanza con queste mostre, una selezione di opere trasformate in bassorilievo tattile — rendendo così accessibile al proprio pubblico una parte dell’offerta espositiva della struttura. Il progetto è attualmente in fase di definizione.
Ogni prototipo è un passo avanti nella comprensione di come le mani leggono un’immagine in modo completamente diverso dagli occhi. Questo percorso di ricerca e affinamento continua.
L’approccio che ho sviluppato si basa sulla stampa 2.5D in rilievo, che permette di ottenere bassorilievi tattili di alta qualità con costi e tempi di realizzazione molto contenuti rispetto ad altri metodi oggi in uso — come la scansione e modellazione tridimensionale di opere esistenti, o la realizzazione manuale da parte di uno scultore. Per un museo con budget limitato — e oggi la maggior parte lo è — questa è spesso la differenza tra realizzare un percorso tattile o rimandarlo a tempo indeterminato.
L’obiettivo non è abbassare la qualità per abbassare il prezzo. È trovare un equilibrio sostenibile: bassorilievi che funzionano davvero al tatto, prodotti in tempi compatibili con la programmazione di una mostra, a un costo che un’istituzione media può effettivamente sostenere.


Deposizione di Cristo, Caravaggio — bassorilievo tattile e originale


Davide con la testa di Golia, Caravaggio — bassorilievo tattile e originale



Tre ritratti dal progetto originale

Dalla fotografia al bassorilievo tattile
Ogni progetto parte da un confronto: capire cosa serve, a chi è destinato, quale risultato si vuole raggiungere. Che si tratti di documentare una collezione, rendere accessibile un’opera o creare un percorso tattile, il punto di partenza è sempre lo stesso: ascoltare e proporre.
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