autoritratto-Flavio-Chiesa

Ho iniziato a lavorare in un laboratorio fotografico da giovanissimo, mio padre ne era il direttore ed aveva reso semplice l’ingresso in questo importante studio fotografico pavese, anche se, per il solo timore che qualcuno potesse pensare che fossi il classico figlio raccomandato, non mi ha mai concesso alcun tipo di privilegio o vantaggio, atteggiamento severo ma che si rivelerà con il tempo molto istruttivo.

A quell’età tutto andava bene, si lavorava, i soldi in tasca non mancavano e le mie amicizie mi consentivano di vivere una giovinezza felice e spensierata.

E il mio rapporto con la fotografia?

Per anni le mie mansioni si erano concentrate all’interno del laboratorio che negli anni 80 aveva raggiunto un numero considerevole di addetti, circa 40.

La mia prima mansione fu quella di miscelare i prodotti chimici: sviluppo, sbianca, fissaggio, alcuni in forma liquida altri in polvere da sciogliere in acqua. Rifornivo la “benzina” alle sviluppatrici. Qualche anno nel reparto sviluppo pellicole, qualche anno nel reparto amatoriale, altri anni trascorsi in camera oscura per la stampa professionale con l’ingranditore e così via.

Mi sono occupato anche dei lavori di manutenzione alle sviluppatrici, tanto che in quasi 20 anni avevo appreso sul campo molti dei segreti di questo lavoro.

Ma come si poteva restare indifferente a questo mondo?

Lavoravo in camera oscura, parlavo con i fotografi che mi chiedevano le stampe dei loro lavori, mi occupavo della manutenzione delle sviluppatrici. Mi piaceva tutto, anche fare il garzone per i fotografi dello studio e proprio da qui è iniziato il mio rapporto con quell’aspetto della fotografia legato alle riprese.

Lo  studio Chiolini di Pavia aveva tra i suoi clienti fotografi del pavese e del genovese che affidavano al laboratorio lo sviluppo e stampa dei loro lavori.

Realizzava anche i servizi fotografici per gli eventi importanti della città e in una dimensione più nazionale, collaborava con le grandi imprese di costruzioni seguendo la realizzazione in Italia delle grandi opere. Lo studio Chiolini attraverso i suoi fotografi documentava lo stato di avanzamento dei lavori.

Novità (spiacevoli) in arrivo

Però il mondo cambia… nel 1990 all’età di 57 anni mio padre venne a mancare e lo studio perse, tralascio l’aspetto affettivo non indifferente per la sua perdita, una guida in un momento molto delicato per la fotografia, erano in arrivo le prime avvisaglie/opportunità offerte dal digitale ed era già in atto una profonda trasformazione del mercato dei fotolaboratori. La proprietà, forte del suo nome e peccando di presunzione non prese nessuna decisione importante, portando l’azienda, nel giro di qualche anno, al fallimento.

Il mio laboratorio

Decido di iniziare un percorso personale, le conoscenze non mi mancavano ed insieme ad alcuni colleghi decidiamo di aprire un laboratorio tutto nostro.

Saranno anni in cui il digitale cambierà per sempre questo mondo.
Per quanto estremamente preparato sull’argomento, molte delle mie conoscenze si rivelarono rapidamente inutili, decisi così, dopo 10 anni, di azzerare tutto e ricominciare completamente da capo.

La nuova via fotografica

Il digitale offriva molte opportunità, ma richiedeva tempo per imparare il suo linguaggio e conoscere le sue tecnologie.

Dall’uso di un ingranditore sono passato all’uso di un pc e all’uso di Photoshop. Dalle tecniche di stampa da pellicola sono passato alla gestione dei file, alle stampe laser su carta fotografica o jnk-jet. Nomi come RAW, JPG, PDF, TIF, profili colore, schede SD, Compact Flash e post produzione erano per me totalmente nuovi.

Ho continuato questo viaggio da solo, reinventandomi.

La ripresa fotografica mi coinvolse completamente. Volevo in qualche modo trovare una dimensione nazionale, staccarmi dalla logica locale.

Si presentarono molte occasioni lavorative, servizi da realizzare su commissione e non, molto interessanti.

Continuare ad occuparmi di matrimoni, anche se economicamente redditizio, mi stava stretto così, dopo averne realizzati da quand’ero garzone più di 600, decisi che era ora di guardare altrove.

Le opportunità offerte dalla fotografia digitale e la massa di persone che in essa si cimentava imponeva un salto di qualità, tutti facevano tutto in modo approssimativo, la specializzazione diventava sempre più importante.

Avevo già avuto occasione di occuparmi di fotografia d’interni e trovavo in essa quella soddisfazione, pace, possibilità di esprimermi che trovavo gratificante. Il reportage non faceva per me, l’attimo mi piaceva osservarlo, solo dopo pensavo che avrei potuto fotografarlo.

Forse per colpa/merito dei saggi scolastici di mio figlio. Ero così impegnato nel fotografarli che finivo per non vederli, fermavo si l’attimo suo e dei suoi compagni (gli altri genitori sapendo del mio lavoro finivano sempre per chiedermi una foto anche del loro figlio), ma le tante sfumature legate ai suoi timori, imbarazzi, i suoi occhi che mi cercavano…li ho persi. Avrei fatto meglio ad affidare ad un collega quelle riprese, io avrei avuto la possibilità di godermi i suoi momenti e lui le mie attenzioni.

La specializzazione

Concentrai così formazione e attrezzatura in questa direzione, foto di interni e architettura. Internet del resto offriva molte possibilità, consentendo a chiunque di avere una vetrina importante, perché non sfruttare questa occasione per un salto di qualità?
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Sono un gemelli e a quanto pare, così dicono i ben informati, a questo segno appartiene una doppia personalità.

Al rigore tipico della fotografia di interni dove precisione e stile vanno di pari passo, si frappone un carattere imprevedibile dove l’improvvisazione e la sperimentazione trovano sfogo nei miei progetti.

Lo spazio nel mio studio, oggi più simile ad un’officina che ad uno studio fotografico, è il luogo in cui progetto questi lavori.

Qui, gli anni trascorsi nel laboratorio, le esperienze maturate, l’abitudine ad improvvisare per risolvere i guasti tecnici, si sono rivelati utilissimi e hanno potuto avere libero sfogo.

Oggi lavoro principalmente nel settore immobiliare, i miei clienti sono Immobiliari che trattano immobili di pregio, architetti ed hotel. Ho ottenuto la certificazione come fotografo Google Street View – Certificato per la creazione di tour virtuali collegati alle mappe di Google e realizzo servizi fotografici aerei.

I progetti fotografici attuali slegati dalle logiche precedenti sono:

Ritratti in PopArt
Dall’alto
Dialogo sulla libertà, per scelta per colpa
Pubblicazioni in formato ePub
Istantanee

Sono nato a Pavia il primo giugno del 1962.